Alessandra Celentano, il talento e il rigore della “prima ballerina” di Amici

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È il terrore di ogni allievo della scuola di Amici, dove dal 2003 siede alla cattedra di insegnante di danza classica e coreografia, e di Alessandra Celentano, negli anni, il pubblico ha potuto capire che ce n’è una sola. Classe 1966, “sin da bambina inizia a studiare danza con maestri di fama internazionale, fino a perfezionarsi all’Opera di Stato di Budapest. Successivamente, grazie a una borsa di studio, frequenta il Corso di Perfezionamento professionale di danza a Reggio Emilia, che anni dopo la vedrà come docente”, come si può leggere nella biografia sul suo sito net.

Prima ballerina dell’Aterballetto di Amedeo Amodio sin dalla metà degli anni ’80, dove prende parte a various produzioni, è proprio nell’insegnamento che Celentano ha trovato la sua strada: dopo essere stata Maître de ballet per il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Comunale di Firenze e il Teatro San Carlo di Napoli, lavorando con grandi nomi come Carla Fracci, Roberto Bolle, Massimo Murru e Isabelle Guérin, nel 2003 è approdata advert Amici di Maria De Filippi, e il suo regno (del terrore, per qualcuno) ha avuto inizio. “Mi ha convinto il mio ex marito – aveva raccontato qualche tempo fa a Stasera c’è Cattelan – praticamente ho ricevuto una bella proposta, quindi ho deciso di trasferirmi a Roma ed è coinciso con l’opportunità di Amici. E quindi ho detto ‘Va bene, rivoluzioniamo un po’ tutto’. E sono molto felice di averlo fatto, anche se il teatro rimane il mio amore e non l’ho mai abbandonato”.

Professoressa della cosiddetta “vecchia guardia” del programma, la granitica Celentano resiste indomita allo scorrere del tempo e alle rivoluzioni del solid della trasmissione. Il segreto del suo successo? Essere sé stessa: “Secondo me io funziono perché sono vera, perché sono me stessa – le sue parole a Francesca Fagnani a Belve – non sto tanto lì a pensare a cosa devo fare. Penso che la strega interessi sempre di più rispetto alla fatina, ma non interpreto nessun ruolo di cattiva: non sono cattiva, sono esigente, dura, tosta”. “Soddisfazione nell’essere cattivi? No, non mi piace e, anzi, trovo che sia molto difficile” ha specificato, “umanamente più o meno tutti abbiamo dei sentimenti, anche io a volte, e quindi è difficile ma devi essere professionale, devi saper scindere le cose”.

Di certo non nota per i suoi commenti pacati e gentili, Celentano ha sempre giurato solennemente come l’unico suo interesse sia far migliorare i suoi adepti: che la linea adottata non rispecchi sempre il favore popolare, però, non è di certo una sua preoccupazione, lei rivendica con orgoglio la sua fermezza e le sue capacità per potersi permettere di dire ciò che pensa. “Non sono una falsa buonista – ha infatti affermato – dico le cose come stanno. Secondo me certe cose, in certe situazioni, non le puoi dire con gentilezza e con il sorriso sulle labbra perché sarebbe una presa in giro”.

In coppia advert Amici con Rudy Zerbi, con il quale forma una delle squadre più temute (e, a detta loro, più forti) e con il quale di puntata in puntata intrattiene il pubblico con esibizioni “excessive”, per quest’edizione 2023 i “ZerbiCele” gareggiano con quattro allievi, Dustin, Holden, Marisol e Petit, e sono più agguerriti che mai per far salire sul gradino più alto del podio uno dei loro pupilli. La strada del successo, dopotutto, è abbastanza semplice da percorrere: basta eseguire in silenzio i loro insegnamenti. “So che lo faccio per il loro bene” ha dichiarato Celentano, “al momento magari sembra che non sia così, però imparano tantissimo. I ragazzi hanno bisogno di verità, hanno bisogno di regole, disciplina, hanno bisogno di avere di fronte dei punti di riferimento”. In fondo in fondo, comunque, “la Cele” alla wonderful è una cattiva dal cuore d’oro: “È come se avessi tanti figli in giro per il mondo – ha riferito parlando dei suoi ex alunni – e ognuno di loro ha un mio pezzettino di cuore. Ci tengo molto a questi ragazzi”. Ma guai advert adagiarsi sugli allori, la critica (costruttiva) è dietro l’angolo: “Io sono nata così. Perché si nasce, non si diventa”.

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