Carlo Conti: “Sanremo dopo Amadeus? Nessuna ansia: gli ascolti non sono la cosa più importante”

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Carlo Conti, il nuovo conduttore e direttore artistico del Competition di Sanremo, ha commentato il passaggio di testimone dopo Amadeus dicendo che non prova “nessuna ansia: sono a un punto della mia carriera in cui non devo dimostrare niente, né a me stesso, né al pubblico, né all’azienda. Se farò meno di Amadeus non importa, non è solo una questione di share; cercherò di fare un buon prodotto e un buon servizio alla discografia, questa è la cosa importante. Non è importante se farò meno in termini di share, altrimenti dopo i grandi pageant di Baudo avremmo dovuto chiudere Sanremo. Amadeus ha fatto un grandissimo lavoro, straordinario, crescendo di anno in anno sia dal punto di vista musicale che di ascolti. Io cercherò di continuare quel lavoro”. Conti ha espresso questi concetti nel corso di un’intervista con RTL 102.5.

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Riguardo alla presenza di giovani artisti al Competition, ha osservato: “Molti dicono che il processo di svecchiamento di Sanremo l’ho iniziato io. Nel 2017, sul podio c’erano Ermal Meta, Gabbani e Mannoia. La discografia è cambiata molto. L’unica medaglietta che mi metto è che dai miei pageant sono partiti Mahmood, Irama, Ermal Meta, Francesco Gabbani, Enrico Nigiotti, Giovanni Caccamo. Period un momento di grande rinascita della musica italiana”.

Parlando della sua decisione di tornare a Sanremo, Conti ha detto: “Stavamo ragionando con l’azienda e abbiamo trovato un punto d’incontro. Ho sentito un grande affetto intorno alla mia candidatura da parte di tutta l’azienda, dai vertici alle maestranze. Quindi mi sono detto: ‘Torniamo sul luogo del delitto, i Conti tornano'”, ha ironizzato, senza però svelare chi saranno i co-conduttori. “È ancora prestissimo, non ci ho ancora messo la testa. È una cosa che si è concretizzata nell’ultima settimana”.

Ha inoltre spiegato: “La mia famiglia sa che ho fatto una scelta di vita ritirandomi a Firenze, una vita normale in cui troverò spazio per preparare il pageant. La cosa più importante è scegliere le canzoni giuste, perché le canzoni devono poi arricchire le programmazioni radiofoniche ed essere al passo con i tempi. Il mio dubbio period di avere l’orecchio musicale pronto dopo sette anni. Questo è l’importante per Sanremo, il resto è contorno“.

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