‘Anora’, a Cannes il ritratto di una intercourse employee. Il regista Sean Baker: “Voglio togliere lo stigma. L’assonanza con ‘Fairly lady’? Sono figlio degli anni 80”

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Cannes – Si entra in un membership di New York affollatissimo, la musica è assordante, tavoli gremiti di uomini, l’alcol scorre a fiumi, giovani donne propongono danze erotiche nei privé, i dollari da pizzicare nei tanga delle ballerine.


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Tra loro c’è Ani, ventitreenne spregiudicata, esperta di lapdance e lontanissima dal cliché della ragazza sfruttata, conosce i suoi diritti sindacali (anche se non li ha) e le sue unghie a farfalla sono pronte a graffiare. È una intercourse employee e ha tutte le carte per fare la sua strada. Quando una sera un cliente chiede una ragazza che parli russo (“mia nonna emigrata in America non ha mai imparato l’inglese”) conosce Vanya, di un paio di anni più giovane, figlio di un oligarca, una villa col storage pieno di motori nella Little Odessa di Coney Island. È Anora, il movie in concorso di Sean Baker, regista indie americano di Tangerine e Un sogno chiamato Florida. “L’concept del movie nasce dalla lettura di Fashionable whore, l’autobiografia di Andrea Werhun – ha spiegato il regista – volevo esplorare l’esistenza di una giovane intercourse employee di New York. Ho scritto il personaggio per Mikey (Adison, Scream, C’period una volta a… Hollywood, ndr), le ho chiesto se fosse interessata e che sarei tornato a lei dopo tre mesi. È passato un anno. Il cuore del movie sono la forza e la dignità di Anora. Mi interessava affrontare il tema del potere e delle sue dinamiche. Ani è in controllo sempre, anche quando il mondo intorno a lei sta collassando”.

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Quando Vanya fa la proposta a Ani di passare con lui una settimana, lei contratta quindicimila dollari. La settimana trascorrerà a colpi di social gathering, tra droga e alcol, videogame e musica rap, festini con gli amici scorrazzati da una parte all’altra degli Stati Uniti con il suo jet privato. Fino advert arrivare a Las Vegas dove Vanya propone a Ani di sposarlo, a quel punto la favola di Cenerentola comincia a mostrare le sue crepe. I ricchi genitori si apprestano a calare per annullare il matrimonio. “Sono stata molto sorpresa ed eccitata quando Sean mi ha proposto il ruolo, nessuno mai aveva scritto un personaggio per me – ha raccontato l’attrice, 25 anni – Ani è molto lontana da me, mi è piaciuto il lavoro di creazione totale: il fisico, l’accento di Brooklyn, ho avuto un anno per prepararlo. Ho letto molti libri sulle intercourse employee a partire da Fashionable whore, la scrittrice e Ani sarebbero state amiche. Sono arrivata a New York prima delle riprese e ho parlato a lungo con le donne che fanno questa vita, sono state molto generose con me. Volevo che fosse un personaggio pieno di speranza”.

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(agf)

Gli ultimi tre movie del regista hanno in comune il fatto di avere come protagoniste intercourse staff, una scelta che Baker spiega così: “Onestamente non è qualcosa che ho fatto deliberatamente, le mie ricerche mi hanno introdotto a questo ambiente e ho realizzato che ci sono milioni di storie che si possono raccontare in quel mondo. Parlando con queste donne, ascoltando le loro storie mi è stato chiaro quanto possano essere universali. La mia intenzione è contribuire a aiutare a togliere lo stigma su questa vita. Non so se continuerò per sempre a raccontarle, però sto lavorando a un nuovo progetto e c’è sempre una intercourse employee”. Quando gli chiediamo se aveva pensato al parallelo con Fairly lady, seppure in un registro totalmente diverso, ci risponde: “Non ci ho pensato per molto tempo lavorando al progetto, solo durante il montaggio qualcuno mi ha fatto fare caso alle somiglianze. Sono cresciuto negli anni 80 probabilmente quel movie ha avuto un effetto su di me, forse esiste un’influenza incosciente. Per me period importante sfruttare alcuni tropi della commedia romantica per un racconto che però fosse radicato totalmente nella realtà. Cosa che Hollywood solitamente non fa”.

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