Tutte le strade conducono al borgo natio

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Per essere quasi fanatici dell’appuntamento annuale con Il borgo dei borghi (Rai 3) non servono perversioni particolari. Cioè, un po’ sì, ma questo vale per tre quarti della programmazione television. Per cui anche in questa Pasqua è passato quella che è una derivazione giocosa del glorioso Kilimangiaro, con Camila Raznovich alla conduzione. Ciò che avvince è la dedizione spettacolare con cui ogni borgo chiamato in gara presenta sé stesso, in quella che è — ovviamente — anche una questione promozionale, ma nella quale gli autori si dannano l’anima per assemblare curiosità, far risaltare questo o quell’aspetto caratteristico. Alla tremendous — come succede al Giro d’Italia — ci si distrae a lungo advert ammirare pezzi lontani di penisola e a trarne il massimo godimento visivo. Tecnicamente è un programma anti-nazionalista e assai localistico, quindi politicamente in questo momento è perdente, ma nessuno ci fa particolarmente caso. Vale seguire la puntata finale anche solo perché nel giro paese per paese, giovani abitanti scelti descrivono storia e gloria del borgo natio e ogni volta c’è anche un anziano che recita un proverbio locale, anche questo scelto (segnaliamo: la bocca unta non cube cose cattive, ovvero un inno alla libagione che affratella i popoli). Oppure messaggi di vita che arrivano da antica saggezza (qual è il segreto del vostro matrimonio che dura da 51 anni? E il marito: «Vedere poco e sentire niente»). Stavolta ha vinto la Toscana, con Peccioli, che ha una storia per nulla banale, fiorita con gli investimenti passati nello smaltimento rifiuti e che hanno prodotto soldi, ben investiti.

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Con ascolti sempre mostruosi, un programma come Linea verde di Rai 1 trionfa soprattutto in domeniche come quella di Pasqua. Costiera amalfitana e, come al solito, si cucina e mangia a schiovere. Uno chef straripante, diciamo così, celebra la pastiera, ne prepara una in diretta e in un’immagine veloce lo si vede afferrare a due mani un blocco di burro da competizione. La pastiera risulta buonissima, a occhio con quella dose sarebbe buonissimo anche un pezzo di cartongesso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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