Nicolas Maupas: “Sto lavorando tanto ma non voglio restare legato allo stesso personaggio”

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Nicolas Maupas è il ragazzo del momento. Se accendi la television c’è lui. Che sia Simone, il figlio e allievo del Professore Alessandro Gassmann su Rai1, che sia Jean, il ragazzo invincibile di Noi siamo leggenda su Rai2, che sia Davide, il diciottenne piacere proibito di Pilar Fogliati di Odio il Natale 2. Il prossimo anno lo rivedremo nella fiction internazionale Il Conte di Montecristo (“esperienza tostissima e bellissima” è tutto quel che può dire) o come giovane Marconi accanto a Stefano Accorsi. Venticinque anni appena compiuti, l’attore lanciato da Mare fuori, protagonista della Bella property cinematografica, per metà milanese per metà francese dopo il liceo si è iscritto all’Accademia 09 a Milano. Quello di Chiattillo, uscito alla fantastic della terza stagione della serie dei file, è stato il primissimo provino in assoluto, con Carmine Elia, il regista che poi ha ritrovato in Sopravvissuti e in Leggenda. Ora macina un lavoro dietro l’altro, un successo dietro l’altro.

‘Noi siamo leggenda’, cinque ragazzi con cinque superpoteri alle prese con l’adolescenza

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Tre milioni e mezzo di spettatori per la prima e la seconda serata del Professore. Come sta vivendo questo momento?

“È sempre una grande emozione. Per me ogni lavoro ha lo stesso valore emotivo della prima cosa che ho fatto. Sono contento di vedere che c’è un pubblico affezionato, ma anche tanti spettatori che hanno scoperto la nostra serie quest’anno. Mi colpisce l’accanimento positivo degli spettatori che sono molto ancorati alle storie singole dei personaggi. Non ci vedo assolutamente la possibilità che il pubblico non distingua persona e personaggio tutt’altro però danno la stessa importanza all’emotività di uno e dell’altro”.

La coppia Simone – Manuel rimane negli occhi di tanti che guardano la serie nonostante come va avanti la storia.

“Il rapporto sta cambiando ma spero rimanga nel cuore delle persone. Simone è un personaggio tosto che tocca una tematica delicata che è quella dell’orientamento sessuale. Vorrei che fosse più semplice da affrontare ma ancora oggi ci sono argomenti tabù. Io ho cercato di affrontarlo in modo semplice, è stato bello scoprire questo ragazzo ed è stato bello ricevere commenti e messaggi di persone che mi hanno scritto che il personaggio li ha aiutati nell’accettazione di sé, nel popping out. Mi sono sentito utile”.

Uno dei temi che colpisce di più gli spettatori sia nel ‘Professore’ che in ‘Noi siamo leggenda’ è la violenza, il bullismo che scaturisce dall’ignoranza.

“È un tema sempre attuale, la violenza è un lato della natura umana, probabilmente il peggiore. Oggi tutto è amplificato perché il carattere di una persona non è più formato solo dal contesto in cui vive, ma con i social viene condizionato da quello che accade in tutto il mondo. Decidere se emulare un comportamento non è più questione di contesto ma di educazione e scelte personali. Se un adolescente non viene educato nel distinguere le cose, da cosa si deve allontanare e a cosa deve aspirare le possibilità di sbagliare sono tante. Io non credo che la musica rap o i movie violenti siano la causa, io ho ascoltato canzoni rap e visto movie violenti e mai mi è passato per la testa di replicarli anzi riconoscere la crudeltà mi ha fatto capire cosa non fare nella vita. È un gioco di equilibrio ma ciò che conta è l’educazione emotiva”.

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Sui social ha un milione di follower.

“Ho deciso di avere un rapporto sano con i social usandoli veramente poco. Non racconto la mia quotidianità o il privato, alla riservatezza ci tengo, ma mi piace utilizzarlo per comunicare col pubblico. Rispondo ai messaggi di chi mi scrive. I meme che sono stati realizzati sulle serie sono molto divertenti, riconosco ai social un gran potenziale di diletto e cerco di non prenderli troppo sul serio. All’inizio di questo lavoro su Twitter seguivo i commenti delle puntate mentre vedevo la serie in tempo reale, questo mi ha spaventato perché finivo per dare più importanza a quei commenti che alle riflessioni che potevo fare io sul mio lavoro. Quindi ho smesso”.

Questa settimana nel giro di tre giorni chiunque accenda la television la vedrà. Paura della sovraesposizione?

“Sì perché una sovraesposizione oggi ho paura che possa influenzare il mio lavoro domani. Ho paura che il pubblico ma anche gli addetti ai lavori possano non avere più voglia di vedermi. Non ho paura che ci sia confusione tra progetti diversi e personaggi diversi, quello no. Il pubblico finora mi ha accolto bene e io sono molto riconoscente, sono contento di essere nelle case delle persone in questo momento”.

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Fa parte di una nuova generazione di volti, siete quasi una compagnia di giro. Come è ritrovarvi su progetti diversi?

“È bello. Mi piace da spettatore quando lo vedo con gli attori che hanno più esperienza… mi piace quando vedo un movie italiano ritrovare attori che hanno già lavorato assieme da un’altra parte. Trovo divertente vedere come cambiano le dinamiche tra loro che interpretano personaggi diversi, magari in un movie sono fratello e sorella, in un altro marito e moglie. Da attore è un grandissimo aiuto tornare a lavorare con qualcuno che conosci bene, ritrovare Domenico Cuomo sul Professore dopo l’esperienza comune di Mare fuori mi permette di lavorare molto rilassato. Come con Damiano Gavino, con cui c’è una grande affinità”.

Questa settimana arriva anche la seconda stagione di ‘Odio il Natale 2’ che ha una vena di comicità.

“Avevo già visto la serie originale svedese che mi period piaciuta molto, soprattutto mi piace lavorare con Pilar che è molto brava. Mi insegna la difficoltà della commedia. Poi ho potuto condividere un set con Pierpaolo Spollon con cui ci siamo rincorsi e finalmente abbiamo lavorato assieme. Io amo le commedie ciniche, un po’ drammatiche. Mia mamma mi ha fatto vedere Brutti, sporchi e cattivi con Nino Manfredi da ragazzo, l’ho trovato divertente, geniale. Quei personaggi grotteschi, pieni di umanità in una Roma disastrosa mi hanno colpito moltissimo come giovane spettatore”.

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