Samuele Bersani contro Sfera Ebbasta, Frankie Hello-Nrg difende il trapper e la butta in filosofia

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“Di ogni cosa si può parlare in quanto ha una forma e non per il suo aspetto materiale in quanto story”. Più di duemila anni fa, Aristotele parlava di forma e sostanza, concetti che il filosofo greco attribuiva al suo predecessore Platone. Dopo i grandi padri della filosofia, ora tocca a Frankie Hello-Nrg affrontare il tema antico e irrisolto. E il rapper lo fa andandosi advert inserire through social, nel “dissing” (sempre social) tra Samuele Bersani e Sfera Ebbasta. Veniamo ai fatti.

Il casus belli

Il cantautore bolognese ha lanciato delle critiche al trapper per una efficiency vocale non esattamente brillante, compromessa dall’autotune andato in tilt. “È stato come vedere Icaro colare a picco. Hai voglia a sbattere ali di cera”, ha scritto Bersani su Instagram.

Il publish è stato ricondiviso dal giornalista Paolo Giordano su X (l’ex Twitter), che applaude alle parole di Bersani. A Giordano ha però risposto il rapper e produttore torinese Francesco Di Gesù, in arte Frankie HI-Nrg, uno dei padri del rap made in Italy. E tra loro è partito il dibattito.

“No! Il dibattito no!!!”.

Nanni Moretti (alias Michele Apicella) ‘Io sono un autarchico’ 1976

Botta e risposta

“Se è la forma a rendere bravo l’artista allora siamo fottuti”, ha scritto Frankie nel suo publish di reproduction a Giordano. “In questo caso pare che la forma sia sostanza”, è stata la reproduction. “In questo caso c’è il rant di chi vuole vedere la forma come sostanza. Rispetto e stimo Samuele da sempre, ma non sono per niente d’accordo. E te lo cube uno che “rappa perché non è capace di cantare” (vecchio adagio degli anni 90, promosso da persone intonate)”.

Autotune

“E quindi chi usa l’autotune non è un cantante meno bravo – continua il rapper – ma non è un cantante, come chi usa le sequenze non è un musicista quindi. Bene”.

Poi le citazioni di grandi pittori: “Fontana tagliava le tele. Burri squagliava plastiche con un cannello. Picasso metteva due occhi dallo stesso lato della faccia. Vado avanti? Criticare la forma è pericoloso”.

Artisti unici

“Ciao maestà Frankie – ribatte a questo punto il giornalista – sai che per me sei un padre fondatore. Capisco cosa intendi, ma tu ti riferisci advert artisti unici con uno stile unico, riconoscibile, pioniere e coraggioso. Non a un plotone di replicanti con testi risibili e la sola velleità di fare soldi”.

“Grazie Paolo – è la garbata risposta dell’artista – tuttavia attaccare sull’uso di un dispositivo (che è in voga da oltre vent’anni) depotenzia il critico. Se si vuole dire che qualcuno ha testi risibili lo si dica, altrimenti anche chi usa il leggio sul palco (come me) è un povero minus habens.

Dylan e Cher

“Tu hai uno stile e questo ti mette al di sopra. Uno stile pioniere in Italia. Nessuno pensa il contrario – ribatte Giordano altreattanto garbatamente – Senza fare paragoni, anche Dylan non è intontissimo e pure Cher ha usato l’autotune. Ma stonati o senza autotune restano artisti. Si giudica la forma quando non c’è sostanza”.

La pochezza autorale

“Grazie. Tuttavia ribadisco che sbeffeggiare qualcuno per il solo fatto che utilizza un dispositivo tecnico in voga dalla nice del secolo scorso fa apparire il critico un novello Elkann (Repubblica 23 luglio ndr), rancoroso e fuori dal tempo. Se il tema è la pochezza autorale, si inferisca su quello”. E, per ora, ci fermiamo qui.

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