Morta Giovanna Marini, voce della canzone popolare italiana

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Studiava e tramandava la musica popolare, quella contadina o quella di guerra o di lotta. Giovanna Marini se n’è andata a 87 anni, lasciando un patrimonio inestimabile di cultura people e di tradizione orale cantata, sviluppato negli anni Sessanta insieme advert altri grandi artisti in laboratori di idee che sono stati il serbatoio per il recupero di una tradizione fondamentale per la ricostruzione della Storia musicale e sociale del nostro Paese.

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Compositrice, cantante, ricercatrice, ha dedicato la sua vita alla tradizione orale fondando la scuola di musica popolare di Testaccio negli anni Settanta, la prima nel suo genere, che continua la sua attività ancora oggi.

Giovanna Marini, ‘Dal ’68 al weblog’, l’inedito di ‘È finito il Sessantotto?’

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Giovanna Marini period nata nel 1937 a Roma da una famiglia di musicisti: “Mio padre – che non ho mai conosciuto, morì a 29 anni quando nacqui – period un compositore, allievo di Respighi e Casella. Un talento anarchico le cui musiche sono ancora eseguite. Mia madre ha insegnato a lungo al conservatorio” aveva raccontato a Repubblica nel 2015 in una lunga intervista con Antonio Gnoli

Giovanna Marini con Sara Modigliani alla ‘Casa internazionale delle donne’: ‘Fermi in mezzo a una strada’ di Paolo Pietrangeli

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Aveva studiato chitarra classica con Andrés Segovia. Dopo essere entrata in contatto con intellettuali come Pier Paolo Pasolini e Italo Calvino, Marini scoprì il canto sociale: attraverso il recupero di vecchie canzoni popolari tramandate solo oralmente da generazioni, iniziò un percorso di ricostruzione della nostra tradizione musicale non scritta e spesso anonima. Entrata a far parte del Nuovo Canzoniere Italiano insieme a Della Mea, Bertelli, il Duo di Piadena, Caterina Bueno e altri, Marini (che utilizzava il cognome del marito, il fisico nucleare Piero Marini), nel 1964 fu tra i protagonisti dello spettacolo Ci ragiono e canto, regia di Dario Fo: nel libretto di presentazione si leggeva che “la rappresentazione vuole essere la fotografia della condizione attuale del mondo popolare e proletario in Italia… non è uno spettacolo di folklore, ma uno spettacolo sulla civiltà proletaria”.

Giovanna Marini: il people è donna

di Luca Valtorta

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In quegli anni conobbe Giovanna Daffini, ex mondina e poi cantante popolare, dalla quale apprese il modo di cantare unico delle lavoratrici delle risaie. Nel 1966 pubblicò il suo primo album, Vi parlo dell’America, e cominciò advert assumere un’importanza sempre maggiore nell’ambito degli studi sull’etnomusicologia. La sua inconfondibile voce divenne un marchio di fabbrica nella riscoperta di vecchi canti quasi dimenticati come So’ stato a lavora’ a Montesicuro, E cinquecento catenelle d’oro, Cecilia e naturalmente Bella ciao.

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Definita “la Joan Baez italiana”, fu tra le prime grandi animatrici della Scuola Ppopolare di Testaccio a Roma, di cui è stata anche presidente, e nel 1989, in occasione dei duecento anni della Rivoluzione francese ha musicato la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Indimenticabili il suo Lamento per Pasolini e I treni per Reggio Calabria.

Giovanna Marini alla ‘Casa internazionale delle donne’: la lotta di ‘Su comunisti della Capitale’

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Colonna della musica italiana del Novecento, definita la ‘Joan Baez italiana’, riporta in auge il valore del canto popolare e il suo valore politico, riportando alla luce in un lavoro filologico il Nuovo Canzoniere italiano che porta in giro per teatri e piazze della penisola. Il suo lavoro di ricerca le vale la cattedra di etnomusicologia. Nel 1989, in occasione dei duecento anni della Rivoluzione francese ha musicato la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Collabora con Marco Paolini per un opera su Ustica, rimane nella storia il suo Lamento per Pasolini, i suoi Treni per Reggio Calabria.

[[(Video) Giovanna Marini si racconta in un doc: “Io me ne vado in giro e canto”]]

Negli anni ha scritto molta musica per teatro e per il cinema: opere dirette da Attilio Corsini, Marco Mattolini, Fabbrica di Ascanio Celestini; per il cinema: tutte le opere di Citto Maselli a partire dal ‘67 (Lettera aperta a un giornale della sera, Storia d’amore, Il sospetto, I sei operai, L’alba, Avventura di un fotografo, Codice privato, Il segreto, Cronache del terzo millennio), Café Categorical di Nanni Loy, Terminal di Paolo Breccia, Teresa Raquin di Giancarlo Cobelli, e altri. Nel 2016 la sua musica ha fatto da colonna sonora al documentario Un paese di Calabria incentrato sulla storia del comune di Riace.

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Giovanna Marini con Francesco De Gregori 

Docente di etnomusicologia presso la Scuola popolare di musica di Testaccio e all’università di Saint-Denis, Marini ebbe un grande ritorno di popolarità nel 2002 con l’album Il fischio del vapore, inciso con Francesco De Gregori. Maestra e allievo. Il suo Bella ciao cantato nel cuore della Garbatella è stato la colonna sonora del 25 aprile del 2023.

“Saremo per sempre riconoscenti a Giovanna Marini, per il suo lavoro di ricerca prezioso ed anche coraggioso. Perdiamo un’autentica cantastorie” scrive Angelo Branduardi tra i tanti che dicono addio sui social a Giovanna Marini.

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