Julie Christie, il compleanno dell’antidiva: “Recitare mi portava by way of dalla vita vera”

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L’antidiva Julie Christie compie 84 anni: “Recitare mi portava by way of dalla vita vera, e io non volevo”, ha detto in una delle ultime, uncommon, interviste.

Tanti i successi cinematografici nella sua lunga carriera, da Il Dottor Zivago di David Lean a I compari di Robert Altman.

Nella sua fattoria nella campagna del Galles, Julie Frances Christie, nata nel 1940 nello stato dell’Assam in India, allora parte dell’Impero Britannico, domani festeggerà il traguardo. L’attrice che Al Pacino definiva la diva “più poetica del mondo” potrebbe apparire come un’antica foto scolorita nella memoria di tanti spettatori, ma bastano pochi titoli della sua carriera per far risplendere una dolcezza languida, una bellezza modernissima, un grande talento che sta nella storia del cinema: Darling di John Schlesinger che le fa vincere un premio Oscar nel 1966, Il dottor Zivago di Lean, con accanto Omar Sharif, Fahrenheit 45 di François Truffaut, Through dalla pazza folla (ancora Schlesinger che con tre movie, la dirige nel 1963 in Billy il bugiardo, è il suo vero pigmalione), Messaggero d’amore di Joseph Losey e, solo per citarne qualche altro, A Venezia un dicembre rosso stunning di Nicolas Roeg: in un solo decennio (tra il 1963 e il 1973) diventa l’icona del libero cinema inglese, una vera star di Hollywood e, soprattutto, il volto di un cinema anglosassone che conquista il mondo.

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Julie Christie è nata in India, a Chabua nell’Assam, il 14 aprile 1940, figlia di un piantatore di tè in quello che period ancora Impero Britannico e di una pittrice gallese, Rosemary, che la portò in Europa ancora bambina dopo la separazione dal marito. Battezzata col rito anglicano, studentessa in un collegio religioso (da cui viene espulsa), trova la sua strada a Londra, alla Central College of Speech and Drama, autentica istituzione del teatro inglese e da qui riesce a ottenere il primo ruolo nella serie television A for Andromeda del 1961.

Il grande successo di questo sceneggiato le permette di candidarsi al cinema dove Ken Annakin la sceglie nel solid di Julie, perché non vuoi del 1962. Perde la sfida con Ursula Andress per il primo movie della serie 007 (ma è una fortuna, perché ha davvero poco della Bond Woman) e la chiama invece John Schlesinger per Billy il bugiardo. In coppia con Tom Courtenay diventa subito il simbolo della Swinging London, giovane, bella, arrabbiata e ribelle alla tradizione inglese. Sono gli anni della generazione hippie, del libero amore, del rifiuto del capitalismo e della conservazione.

Julie si ritrova in pieno in questo modo di vivere che le apparterrà per tutta la vita. Nel 1965 fa il grande salto grazie ai suoi maestri (Schlesinger e Lean) con l’accoppiata Darling e Zivago. All’inizio degli anni Settanta si trasferisce stabilmente in America e si lega sentimentalmente a Warren Beatty (con cui fa coppia nel movie I compari di Robert Altman che le vale una seconda nomination all’Oscar).

Non ha un carattere facile: “Period meravigliosa – ricorda Beatty – ma anche la donna più nervosa che ho mai incontrato” e detesta il ruolo della star, e dopo il successo de Il paradiso può attendere lascia la sua vita americana e si rifugia nel Galles, tra le pecore e le galline della sua fattoria.

Da allora ha sempre accettato pochi e selezionati copioni per il cinema, spesso preferendo dei ruoli secondari are available Prigioniero del passato di Alan Bates o Calore e polvere di James Ivory. Rifiuta American Gigolo mentre accetta l’offerta di Kenneth Branagh per la sua unica apparizione scespiriana (Hamlet), candidata poi per la terza volta all’Oscar con Afterglow di Alan Rudolph nel 1997. Da allora ha scelto piccoli ma significativi ruoli in Troy a Harry Potter.

Solo due volte è tornata al centro della scena: nel 2006 con Away from Her in cui interpreta una donna malata di Alzheimer (da cui è nata la leggenda ricorrente che soffra dello stesso male) e con La regola del silenzio del 2012 diretto e interpretato dal suo grande amico Robert Redford.

Quando sta a Londra Julie Christie vive in un tranquillo appartamento del West Finish insieme a suo marito, il giornalista del Guardian Duncan Campbell, con il quale convive dal 1979, va a fare la spesa in autobus e, appena può, torna in campagna. “Recitare – ha detto in una delle sue uncommon interviste – mi portava by way of dalla vita vera che io volevo. Non sono mai stata, purtroppo, un’attrice totalmente devota a questo mestiere. Non ho nulla contro l’edonismo perché la vita è bella e va vissuta, ma ognuno ha i suoi piaceri. Il mio non è sotto i riflettori”.

Bionda e con dei profondi occhi azzurri, capace di mutare lo sguardo dall’ironia alla passione, dalla risata al pianto Julie Christie è entrata nel mito oltre la sua volontà. Per la sua generazione è la portabandiera di un modo di vivere che rifiuta la convenzione, crede nei valori, ama le persone o non le loro apparenze. Vegetariana, ambientalista, di idee progressiste, l’attrice è anche oggi la donna che guarda il mondo e si cube: Through dalla pazza folla.

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