BabelNova Orchestra: “A Sanremo con Dargen D’Amico, tra rap e Morricone”

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Perché Sanremo è Sanremo anche in Tunisia, e certamente lo è pure in Ecuador, in Senegal o in Guinea, in Argentina are available Perù. Tutti paesi rappresentati nella BabelNova Orchestra, l’ensemble multietnico che il 9 febbraio salirà sul palco del Competition per duettare con Dargen D’Amico il quale, sulle be aware di The Disaster, brano estratto dalla colonna sonora di La leggenda del pianista sull’oceano scritta da Ennio Morricone, proporrà con loro la sua Modigliani.

Guidata dal contrabbassista Pino Pecorelli, la BabelNova Orchestra è una formazione di 12 musicisti molti dei quali provengono dall’esperienza dell’Orchestra di piazza Vittorio, pionieristica formazione nata nella famosa piazza multietnica di Roma.

Gli altri che si sono aggiunti sono musicisti delle seconde generazioni, tutti italiani che possono contare su un bagaglio di esperienze e di tradition numerous.

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La BabelNova è insomma un’esperienza artistica e umana che intreccia sia il tema della canzone che Dargen D’Amico porta in gara al Competition, ovvero Onda alta, sia quella oggetto del loro duetto all’Ariston, Modigliani, in una parola il diritto di vivere dove si riescano a prendere in mano le redini della propria vita, proprio come fece Modigliani, quando decise di trasferirsi in Francia per veder riconosciuto il proprio talento, fino advert allora ignorato in Italia.

“Ho scoperto artisticamente i musicisti della BabelNova Orchestra una decina di anni fa, quando suonavano nell’Orchestra di Piazza Vittorio” ha spiegato D’Amico, “sono una fotografia del mondo e di come la musica sia un continuo viaggio di ritorno alla tradizione di ogni cultura”.

Pino Pecorelli guida la BabelNova ma non si sente il direttore musicale, semmai uno dei membri di una band: “Sono il capitano, il portavoce, ma il direttore artistico qui è corale: Siamo un’Orchestra che racconta i molteplici volti di un’Italia ormai compiutamente multietnica”, spiega, “e poterlo fare suonando la musica dell’immenso Maestro Ennio Morricone con le intense parole di Dargen, è il regalo più grande che potessimo ricevere per iniziare il nostro percorso”.

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La BabelNova dopo il passaggio a Sanremo, dove per motivi tecnici andranno solo in 7 su 12, pubblicherà un singolo e poi, prima dell’property, il suo album di debutto, quindi partirà in tour: “Quella della BabelNova è una novità pensata, con tanti musicisti che hanno condiviso per 20 anni il percorso dell’Orchestra di piazza Vittorio, per dedicarsi a un discorso più partecipato e nuovo: siamo una band e come band per noi l’obiettivo è innanzitutto entrare nel meccanismo della musica dal vivo, quella dei concerti, insomma, non tanto o non solo la realtà dei teatri”.

L’interesse da parte di Dargen D’Amico è tanto più gradito, sottolinea Pecorelli, “perché arriva da un artista molto noto nel mainstream che ha però pochi punti di contatto con la nostra realtà musicale”.

Effettivamente il brano in gara a Sanremo, Onda alta, con la sua decisa veste elettronica, è lontana mille miglia dal loro universo etnico: “Ha il pregio di rendere leggero un testo che, al contrario, arriva come una pugnalata: l’abbiamo sentita nelle show e ha suscitato grande stupore, sia il nostro musicista che è qui dal ’94, sia il più giovane delle seconde generazioni, nato nel ’98, tremendous urbano, riescono a trovarci grandi spunti di interesse. Mentre l’ascoltava uno dei musicisti ha preso il suo strumento etnico e ha suonato la melodia di Onda alta come se fosse una melodia araba: quando una musica funziona la puoi vestire come vuoi”.

Nella BabelNova le seconde generazioni hanno vissuto un percorso totalmente urbano “che parla codici non etnici, però quando hanno a che fare con le origini dei padri si interrogano e rimescolano la loro musica, interrogandosi spesso da dove sono partiti. Il nostro è un repertorio scritto da tante mani, provenienti da numerous parti del mondo. L’Orchestra spiega il suo nome perché è un ensemble numeroso, che ha rinunciato però a ogni orpello e struttura gerarchica”.

Un percorso singolare: “Operiamo come dei colonialisti al contrario, cercando con le seconde generazioni di reinterpretare la musica dei loro padri. Puntiamo a una babele clamorosa di suoni, con l’ambizione non di un linguaggio unico ma alla molteplicità di linguaggi. È questa la nostra risorsa e anche la partecipazione al Competition si inserisce in quest’ottica: Dargen viene dal rap, ci troviamo insieme nel tempio della musica pop, ma suoniamo Morricone con un organico etnico”.

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