Alessandro Baricco: “Come sto? Ho passato l’property in ospedale, facevo fatica a lavarmi i denti. Ma sono qui e combatto la paura con il desiderio”

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Alessandro Baricco risponde alla più complessa delle domande. “Come sto? La risposta più onesta è sto bene, d’altra parte non sarei qua. Poi sono uno che ha passato l’property in ospedale lasci giù bei pezzi di te. Quando esci hai pezzi da recuperare, sei in salita. Dovevo lavarmi i denti ed ero così debole che non riuscivo a fare il gesto se non muovendo solo la testa, e mi chiedevo se sarei mai uscito. Ora vado benissimo. E’ un grosso cammino che non ho ancora finito, c’è una lentezza implacabile”. Così lo scrittore nello studio di Che tempo che fa, intervistato da Fabio Fazio.

Stazione Futuro

Il ritorno di Baricco e il senso della vita

di Riccardo Luna

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Cappello nero, sciarpa a quadri, guanti. Baricco è alla sua prima apparizione televisiva dopo la lunga malattia che lo aveva costretto advert una uscita di scena che aveva annunciato sui social.

Mentre stasera racconta di essersi sposato a dicembre. “Il maestro è lui, è il corpo, quante cose belle e brutte ti detta nella vita. Gli attacchi di panico, che è una cosa del corpo geniale. Non ti vuoi dire che non stai bene al mondo e te lo cube lui”. Con il mio corpo “abbiamo vissuto insieme momenti pazzeschi”.

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Perché la scelta di comunicare la malattia sui social? “Period una scelta pratica, lo devi dire che non stai bene e lo devono capire. I social non c’erano prima. Mi è accaduto due volte, ed è stato molto utile. Ho scoperto che c’è un sacco di gente che mi vuole bene. Quell’ondata di affetto vero. Aveva dato senso alla loro vita e gli veniva a mancare un maestro con cui avevano un’intimità. Io avevo un passato da antipatico non ero abituato che il mondo mi volesse bene. E’ stata un’esperienza forte. Che poi le malattie dei vip siano diventate notizia prelibata mi lascia un pò interdetto. Lì è scattato un giro vizioso, troppi raccontano dettagli, genera effetto paura. Non so se diamo il messaggio giusto. La mia malattia è un’anomalia, la prende uno su centomila. State tranquilli”. La paura? “La vendiamo molto, ed è una delle cose che sbagliamo. La paura c’entra col desiderio, smetti di desiderare ed inizi advert aver paura. E’ il desiderio che annienta la paura”.

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