Fedez, il racconto della malattia a ‘Domenica In’: “Ho pensato a gesti estremi”

0
31
fedez,-il-racconto-della-malattia-a-‘domenica-in’:-“ho-pensato-a-gesti-estremi”

I progetti di solidarietà che sta portando avanti con la sua Fondazione, la vita privata, la malattia e la famiglia. C’period molta attesa per l’intervista (registrata) di Fedez a Domenica In ospite di Mara Venier. “Se oggi sono ancora qua e non sono andato oltre è per la mia famiglia, il dolore a volte è talmente forte che pensi pure a dei gesti estremi per mettervi high quality…”, ha detto il rapper commuovendosi e con lui anche la conduttrice durante la lunga intervista.

La salute mentale

“Se io oggi sono ancora qua e non sono andato oltre la progettualità è solo per la mia famiglia. A volte il dolore è talmente forte che pensi a gesti estremi”. Fedez ha rassicurato Mara Venier. “Sto meglio – ha aggiunto – l’ultima volta ho avuto paura. A volte trascuriamo la mente, ma è una prerogativa importante. Sono tante le persone che soffrono di salute mentale, se ne parla troppo poco”.

Governo, Fedez: “Bonus psicologo? Il ministro Schillaci non ha ancora fatto nulla”

gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw== - Fedez, il racconto della malattia a ‘Domenica In’: “Ho pensato a gesti estremi”

Il rebound

“Dopo Sanremo ho avuto un rebound e ho dovuto abbandonare tutti i farmaci. Non riuscivo a distinguere i sogni dalla realtà, sudori freddi. Non avevo più farmaci che mi supportavano e sono entrato in una depressione profonda, ne sono uscito grazie all’aiuto di specialisti. In Italia seguire questi percorsi è un privilegio, è assurdo. La salute mentale non può essere un privilegio per pochi. Il mio desiderio è di tornare in tour”, ha spiegato.

Il matrimonio con Chiara Ferragni

Nel corso dell’intervista, Fedez ha ripercorso la sua storia con Chiara Ferragni: “Siamo molto diversi ma ci sono delle cose fondamentali che ci uniscono, una scala di valori e l’intesa al livello intimo, che mi hanno subito fatto pensare che period la persona giusta con cui fare famiglia”. E ha ricordato le iniziative di beneficenza condotte insieme e ha parlato anche della sua malattia.

Fedez: “No al taglio del bonus psicologo. Così si sputa in faccia a chi soffre”

gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw== - Fedez, il racconto della malattia a ‘Domenica In’: “Ho pensato a gesti estremi”

L’operazione al pancreas

Fedez si è anche soffermandosi sui problemi psicologici seguiti all’operazione per l’asportazione di un tumore al pancreas: “Adesso sto bene, ho un po’ di acciacchini ma sto bene. L’ultima volta ho preso abbastanza paura ma si va avanti, per fortuna. Sono stati molto bravi i medici che si sono accorti che avevo avuto un principio ischemico allo stomaco”.

La paura

“Hai avuto paura?”, gli ha chiesto Mara Venier. “Certo, tutt’ora è tanta. A 34 anni ne ho viste un po’… E poi c’è il corpo da una parte e la mente dall’altra. Non bisogna trascurare la mente, vanno di pari passo con il corpo, a volte la mente è una prerogativa più importante”, ha detto il cantante, ricordando anche la sua battaglia per il bonus psicologo.

Fedez si commuove ricordando Vialli: “Abbiamo parlato tanto al telefono. Mi confortava, anche se non ci conoscevamo di persona”

gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw== - Fedez, il racconto della malattia a ‘Domenica In’: “Ho pensato a gesti estremi”

Il dopo

Anche dopo aver curato la malattia, Fedez ha ammesso di essersi portato dietro degli strascichi: “Dormivo poco, uscivo sempre. Associato advert una cura farmacologica, giustamente perché se non stati bene è giusto che vai da uno specialista. Mi sono ritrovato a prendere più di sette psicofarmaci tutti insieme, il mio approccio non è stato dei migliori. Fai cose strambe e io l’ho fatte ho messo a rischio la stabilità della mia famiglia”.

I disturbi

“Dopo Sanremo se non fosse già stato evidente, ero nel culmine della mia poco lucidità. Dopo qualche settimana la mia bocca smette di funzionare non riuscivo più a parlare. Stoppo tutti i medicinali insieme, ho avuto effetto ‘rebound’ due settimane senza riuscire a camminare, sudori freddi, disorientamento. Ma la più grande difficoltà è venuta quando non avevo più farmaci e sono caduto in una depressione profonda”, ha ricordato. “E come se ne esce?”, gli chiede Mara Venier: “Se ne esce facendosi seguire dagli specialisti. Un percorso che in Italia è ancora un privilegio. Deve essere un diritto per tutti”.

L’affetto per la famiglia

“Se io oggi sono ancora qua e non sono mai andato oltre la progettualità di farla finita è semplicemente per la mia famiglia a volte il dolore è talmente forte che pensi anche a genti estremi. Ma hai responsabilità hai figli e l’thought di arrecare un danno così grande alle tue persone care è una cosa che ti frena”.

Casa Ferragnez è pronta. Il cantante: “Il bagno grande come il mio primo monolocale a Milano”

gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw== - Fedez, il racconto della malattia a ‘Domenica In’: “Ho pensato a gesti estremi”

I progetti

Ora per questo “il mio sogno riuscire advert aprire un centro di aggregazione per accogliere ragazzi con problemi di salute mentale” Inoltre pensa di produrre un documentario su Franco Basaglia nel 2024 cade il centenario. “Lui ha fatto tantissimo. Un bel modo per ricordare una figura fondamentale, in un momento in cui i numeri ci dicono che la salute mentale è un emergenza concreta”.

I concerti

“La cosa che più mi manca e mi è mancata in questo periodo sono i concerti. Mi piacerebbe tornare un tour, purtroppo il mio fisico in questi due anni non me lo ha permesso”. “Devo ammettere che sono una persona fumantina, dopo qualche anno mi passa”. E’ troppo! “Ci sto lavorando. È una lezione che devo ancora imparare”.

Il segreto di Mara

E anche Mara Venier svela un segreto: “Dico una cosa che non ho mai detto a nessuno: ho avuto un sindrome depressiva da stress, ho fatto una settimana di terapia del sonno, allora il mio compagno period Jerry Calà. venne un dottore molto giovane, un dottorino. Mi guardò e mi disse ‘Mara però lei deve pensare di meno. Se per 24 ore fissa una candela, dopo 24 ore diventa un lampadario’. Dobbiamo essere più leggeri anche nelle delusioni”.

Il processo alle intenzioni

Fedez ne approfitta anche per togliersi qualche (proverbiale) sassolino dalla scarpa: “Quello che mi dà fastidio – ha spiegato – è il processo alle intenzioni, ha fatto questa cosa benefica per ottenere fama e successo. È un discorso stupido. Non si può nella vita, giornalisti e critici non posso scindere le cose in bianche e nero. Si fa sempre per un ventaglio di motivazioni, fa bene anche alla mia immagine, preferisco essere quello che fa del bene piuttosto che quello che critica e non fa una mazza”.

Le lacrime di Federico e Mara

Poi un momento di vera commozione e Federico (così continua a chiamarlo Mara), che per tutto il tempo è stato sempre un po’ rigido seduto con le mani conserte, si scioglie in un abbraccio e lacrime vere: “Io ti ringrazio – cube Mara Venier piangendo – perché tu mi hai aiutato ma io non ho fatto in tempo”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here