Aretha Franklin, cinque anni senza la regina del soul

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Cinque anni fa moriva Aretha Franklin. La regina del soul, l’icona riconosciuta e rispettata della cultura afroamericana, si spegneva nella sua casa di Detroit, a 76 anni.

Aretha Franklin è stata la voce femminile del Novecento, la più grande interprete che abbia mai calcato un palcoscenico e le sue canzoni hanno segnato (e fatto) la Storia, fra soul, gospel, blues. E anche pop, rock, jazz, imponendo al mondo il suo stile e la sua personalità.

Gli inizi nella parrocchia del padre

Aretha Louise Franklin, period nata a Memphis il 25 marzo del 1942. La mamma period una cantante gospel e andò through di casa quando la figlia aveva sei anni. Dopo la separazione dei genitori, la piccola andò a vivere a Detroit con il papà, predicatore battista. Aretha period tra i musicisti della parrocchia e voleva diventare professionista.

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Gli anni Cinquanta con la Columbia

Già negli anni Cinquanta erano molte le case discografiche che volevano metterla sotto contratto. Vinse la Columbia, con la quale Aretha realizzò i suoi primi singoli, ma è nel 1967, quando passò alla Atlantic e incontrò i due leggendari produttori Jerry Wexler e Arif Mardin che Aretha iniziò a mettere a fuoco il suo stile, mescolando le numerous influenze, trovando una sua personale cifra.

Il fallimento del matrimoni

Nel 1961 sposò Ted Whitem che divenne suo supervisor. Una relazione tempestosa che la condusse all’alcolismo. Il matrimonio durò fino al 1969, poi il divorzio: si period dimostrato persona violenta e dai comportamenti equivoci.

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Il grande successo

Intanto Aretha otteneva grandi successi professionali. Tra la tremendous degli anni sessanta e gli inizi degli anni settanta numerosi suoi dischi scalarono le classifiche Usa finendo spesso ai primi posti. Indimenticabili sono alcune cowl dei Beatles (Eleanor Rigby), The Band (The weight), Simon & Garfunkel (Bridge over troubled water), Sam Cooke e dei The Drifters. E, naturalmente, la sua canzone simbolo, Respect di Otis Redding, che divenne una delle bandiere dei movimenti per i diritti delle persone afroamericane.

Sulla copertina di Time

Nel bel mezzo della “rivoluzione” giovanile del 1967/1968, Aretha portò dieci singoli consecutivi nella prime ten, dal 1968 vinse per otto anni di seguito il Grammy e divenne un simbolo: per le donne e per i neri. Time le dedicò una copertina, definendola semplicemente “singer”, cantante.

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Il declino degli anni 70 

Nei primi anni settanta, nel pieno del trionfo della disco music, Aretha Franklin scelse sonorità più dolci, senza perdere nulla della sua potenza vocale. Ma i consensi di critica e pubblico cominciarono a scemare.

La nuova gloria con i Blues Brothers

Negli anni Ottanta divennero celebri i duetti con George Benson, Eurythmics, George Michael. Ma l’attenzione del pubblico fu calamitata dalla sua partecipazione al movie cult The Blues Brothers (1980), dove interpretava la parte della moglie di Matt “guitar” Murphy ed eseguiva il suo vecchio successo Assume.

Nel 1982 l’album Soar to it, prodotto da Luther Vandross, suo ammiratore da sempre, le restituì popolarità e la riportò in cima alle classifiche.

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La efficiency ai Grammy

Alla cerimonia dei Grammy del 1998, Luciano Pavarotti ebbe un malore e fu sostituto da Aretha che improvvisò in 20 minuti un’interpretazione del Nessun dorma in tonalità originale e cantando la prima strofa in italiano. Una efficiency leggendaria, considerata una delle migliori di sempre ai Grammy. Nel 2000 ha partecipato anche al sequel (meno fortunato del primo) Blues Brothers: Il mito continua, interpretando la sua versione di Respect.

L’ultima esibizione

Nel 2017 annunciò in radio che non avrebbe tenuto più concerti. Il 7 dicembre 2017 l’ultima esibizione: Aretha Franklin cantò dal vivo I say slightly prayer di Burt Bacharach al venticinquesimo anniversario della Elton John Aids Basis. Morì il 16 agosto 2018, per un tumore al pancreas che le period stato diagnosticato nel 2010.

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Il document nella classifica Usa R’n’B

Nonostante i suoi successi, 75 milioni di dischi venduti e 21 Grammy vinti (contando anche quelli speciali alla carriera), Aretha Franklin non è mai arrivata al numero uno delle classifiche britanniche, raggiungendo solo un quarto posto nel 1968 con la sua versione di I say a little prayer. Detiene tuttavia il document di numero 1 nella classifica americana R’n’B (18) e ha raggiunto due volte la prima posizione della classifica Billboard Sizzling 100.

La battaglia legale per l’eredità

Alla sua morte si aprì una battaglia legale tra i figli per l’eredità, perché si pensava che la regina del soul non avesse lasciato alcun testamento, ma mesi dopo furono trovati due documenti scritti a mano: uno in un cassetto chiuso a chiave del 2010 e un altro sotto un cuscino del divano datato 2014, nella sua casa alla periferia di Detroit, in Michigan.

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Il tribunale ha poi stabilito che il testamento valido period proprio quello del 2014, che nominava Kecalf Franklin, il secondo figlio di quattro, advert essere nominato co-esecutore testamentario e a ereditare, assieme ai suoi nipoti, la villa della madre, una residenza da 1,2 milioni di dollari che l’avvocato del quarto figlio Edward ha descritto come “il gioiello della corona”.

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