Slang e martirio, l’assalto al cielo del nuovo eroe della canzone

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Al momento nel viaggio di Tedua ci sono solo inferno e purgatorio, il paradiso arriverà, ma per ora può attendere, la selva oscura in cui si aggira nella sua Divina Commedia sembra essere il disagio, la condizione giovanile di un giovane rapper che chiede attenzione, cube, spara, anche brutalmente, “Regaz, mangio fufu con le mani, bevo bissap, fumo jwani”, puro slang, lingua interna, complice, e che altri non la capiscano è poco importante, ma le sue parole sono a volte forti, drammatiche, ci sono nel suo percorso i peccatori, lussuriosi, assassini, strozzini, ignavi, per cui per assurdo è un vero viaggio in una contemporanea commedia, sporca, ibrida, l’intro, ovvero il suo “nel mezzo del cammin di nostra vita”…

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