Venezia, sei italiani in gara e il ritorno di Woody Allen e Roman Polanski. Barbera: “Lo sciopero non limita la presenza delle star”

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Sei gli italiani su 23 movie in concorso – De Angelis, Costanzo, Diritti, Garrone, Sollima, Castellitto – tanta Europa ma anche autori-star americani, da Bradley Cooper a Michael Mann e Sofia Coppola. Cinque registe nella sezione competitiva e il ritorno – rigorosamente fuori gara – di Woody Allen e Roman Polanski. Il presidente della Biennale Roberto Cicutto e il direttore artistico Alberto Barbera squadernano il programma della Mostra di Venezia numero Ottanta, che s’inaugura mercoledì 30 agosto e va avanti fino a sabato 9 settembre.

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Star in sciopero a Hollywood

Un programma che ha risentito, ovviamente, dello sciopero degli attori del sindagato Sag-Aftra (rappresenta 160 mila membri) che dal 13 luglio hanno affiancato gli sceneggiatori. Soprattutto considerando che il competition italiano negli ultimi anni è diventato base di partenza per la corsa agli Oscar dei movie. Il divieto di ogni attività di promozione, incontri stampa e tappeto rosso, ha avuto già come conseguenza il cambio in corsa del titolo di apertura: al posto di Challengers di Luca Guadagnino con Zendaya, ritirato dai produttori e spostato nelle date di uscita. “L’annuncio dello sciopero ci ha colti di sorpresa” ha detto il direttore Barbera, “non è stato facile consolidare un programma che period già concluso. Per fortuna le conseguenze dello sciopero degli attori che ha buone ragioni, largamente condivisibili, sono molto modeste sulla Mostra. In realtà l’unico movie che abbiamo perso rispetto a quello che pensavamo è quello d’apertura il bellissimo movie di Guadagnino, Challengers, la cui uscita è stata spostata advert aprile 2024 e i produttori e distributori hanno deciso di ritirare il movie. Tutti gli altri movie americani invece sono stati confermati e saranno presenti. Colgo l’occasione per ringraziare produttori e registi che hanno deciso di confermare l’impegno che avevano preso con noi. Mancherà qualche star, gli attori in sciopero che hanno partecipato a produzione di main e piattaforme non ci saranno, ma invece potranno esserci quelli delle tante produzioni indipendenti, il tappeto rosso non sarà sguarnito, non sarà una mostra autarchica ma rappresentativa del cinema contemporaneo”.

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Comandante con Pierfrancesco Favino – Il backstage del movie

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L’Italia in gara

I titoli degli italiani in gara sono: il movie già annunciato di apertura che è anche in concorso, Comandante di Edoardo De Angelis, con Pierfrancesco Favino a incarnare il sommergibilista della Regia Marina Salvatore Todaro, eroe che prima affonda una nave nemica e poi porta in salvo i naufraghi, perché obbedisce alla solidarietà imposta dalla “legge del mare” e perché – dirà – “noi siamo italiani”.

‘Io capitano’, il nuovo movie di Garrone nell’inferno della Libia

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Io, Capitano è un racconto epico del viaggio di due giovani africani verso l’Italia firmato da Matteo Garrone. Finalmente l’alba è il movie di Saverio Costanzo con Lily James e Willem Dafoe storia di una giovane aspirante attrice nella Cinecittà felliniana degli anni Cinquanta. Dopo il successo di I predatori, Pietro Castellitto affronta per la prima volta il concorso con Enea, storia di una famiglia borghese, con Benedetta Porcaroli. Nel solid anche il padre Sergio.

‘Lubo’, Giorgio Diritti racconta la storia degli jenish, i rom in Svizzera

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Lubo, di Giorgio Diritti, è una storia di razzismo, segregazione degli jenish, i rom in Svizzera,e di vendetta.

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Adagio di Stefano Sollima è il movie che chiude la trilogia romana dell’autore di A.C.A.B. e di Suburra. Nella Roma cupa e criminale si muovono personaggi interpretati da Pierfrancesco Favino, Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Adriano Giannini.

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Autori in concorso

Dagli Stati Uniti, Paese di cui si temeva la possibile assenza a causa dello sciopero degli attori, arrivano Bradley Cooper con Maestro, che dirige e interpreta il biopic prodotto da Netflix sul compositore e direttore d’orchestra Leonard Bernstein e sulla storia d’amore con la moglie Felicia Montealegre, Carey Mulligan. Sofia Coppola firma Priscilla, adattamento delle memorie del 1985 Elvis and Me, scritto da Priscilla Presley con Sandra Harmon. E poi Origin di Ava DuVernay, dal saggio Caste: The origin of our discontents di Isabel Wilkerson, The Killer di David Fincher con Michael Fassbender e Tilda Swinton, Ferrari di Michal Mann con Adam Driver e Penélope Cruz. Dalla Francia ecco Dogman di Luc Besson, thriller con Caleb Landry Jones, Hors -Saison, di Stéphane Brizés con Guillaume Canet e Alba Rohrwacher, La béte di Bertrand Bonello, con Léa Seydoux e George MacKay, movie di fantascienza romantico franco canadese tratto da La bestia nella giungla di Henry James.

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Dalla Danimarca ecco la coppia di The royal affair, Nikolaj Arcel e Mads Mikkelsen in un movie storico, ambientato a metà Settecento – Bastarden – The promised land – tratto dal bestseller The Captain and Ann Barbara. Batte bandiera messicana Reminiscence di Michel Franco, che torna al lido per una storia che ha come protagonisti Jessica Chastain e Peter Sarsgaard. Dal Giappone, dopo il successo di Drive my automobile, Ryusuke Hamaguci torna con Evil doesn’t exist.

‘Povere Creature!’, Emma Stone torna a Venezia con Yorgos Lanthimos

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Batte bandiera britannica Poor Issues di Yorgos Lanthimos con Emma Stone, Pablo Larrain consegna – a cinquant’anni dal colpo di Stato in Cile – El Conde, con Pinochet in versione vampiro. La polacca Malgorzata Szumowska con Michal Englert firma Kobieta Z…(Girl of), la regista belga Fien Troch consegna Holly. È una coproduzione Germania, Austria, Svizzera Die Theorie Von Allem di Timm Kroger.

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Coup de change di Woody Allen ©2022 Gravier Productions, Inc.

 

Fuori concorso

Il documentario La parte del leone, storia della Mostra con protagonisti della rassegna di ieri e di oggi per celebrare l’ottantesima edizione. Woody Allen torna al Lido con Coup de change, girato in Francia e in lingua francese, su importanza del caso nella vita degli individui, ricorderà il tema di Match Level, con Lou de Laage e Valerie Lemercier, The great story of Henry Sugar di Wes Anderson, tratto da serie di racconti di Roal Dahl, universo stilistico tipico di Anderson con quello di Dahl genera quello che Barbera definisce un “piccolo capolavoro”. Vivents di Alix Delaporte, movie su gruppo di redattori di un canale televisivo che si occupa di argomenti scottanti. The Caine Mutiny Court docket-Martial di William Friedkin, dal testo teatrale di successo sull’ammutinamento del Bounty con Kiefer Sutherland e Jason Clarke. Making of di Cedrik Kajn, Aggro Dr1ft di Concord C Korine, Daaaaaali! di Quentin Dupieux, autore surreale che ironizza sul narcisismo degli artisti, in questo caso Dalì, interpretato da quattro attori diversi.

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Hit man di Richard Linklater con Glen Powell, mette in scena uno psicologo americano che lavora sotto copertura per la polizia travestendosi da killer a gente normale che vuole eliminare qualcuno per fare arrestare i mandanti. The Palace di Roman Polansky con Fanny Ardant, ha avuto una gestazione lunga due anni, la storia è quella di un Capodanno dell’anno Duemila in un lodge di lusso sulle Alpi svizzere. Xue Bao (Snow Leopard) di Pema Tseden, tributo al regista e scrittore tibetano recentemente scomparso pochi giorni dopo aver completato il movie.

Nella sezione non Fiction, tra i titoli, Frederick Wiseman presenta Menus Plaisirs- Les Troigros, a tema culinario. Due le serie in questa sezione, D’argent et de sang, 12 episodi firmati da Xavier Giannoli e Frederic Planchon nel solid Vincent Lindon, un magistrato a cui il governo francese nel 2008 affida la responsabilità di un nuovo corpo speciale per dare la caccia alle frodi fiscali che si imbatte in un colpo clamoroso di evasione dell’Iva con le scatole cinesi che truffano 300 milioni di euro in poco tempo. L’altra serie dalla Bosnia I do know your soul, solo due episodi su sei, al centro un magistrato donna alle prese con una vicenda di bullismo e suicidio che coinvolge anche suo figlio.

Italiani in Mostra

L’Italia nelle altre sezioni vede il movie di Liliana Cavani L’ordine del tempo, con Alessandro Gassmann, Claudia Gerini e Edoardo Leo, The penitent di Luca Barbareschi, il doc Enzo Iannacci Vengo anch’io di Giorgio Verdelli e il corto Welcome to Paradise di Leonardo Di Costanzo. Nella sezione Orizzonti El paraiso di Enrico Maria Artale, Invelle, il movie animato di Simone Massi, Una sterminata domenica di Alain Parroni, in Additional il debutto alla regia di Micaela Ramazzotti, Felicità.

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