Belli e ribelli, a Bolzano Danza i giovani si prendono la scena

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Largo ai giovani, diciamo tutti. Ma poi? Con slancio e un bel gesto, il competition Bolzano Danza dà loro l’occasione di mostrarsi, e di mettersi alla ribalta, come fanno i 25 protagonisti tra i 12 e i 18 anni, che si raccontano in scena, belli, ribelli, arrabbiati, carichi di energia. Lo spettacolo è Demain, c’est loin! nuova creazione del Groupe Grenade diretto dalla coreografa Josette Baïz, tra le formazioni più impegnate advert aprire nuove strade nella danza allevando nuovi talenti, al punto che la compagnia, nel suo complesso, è costituita, sì da un ensemble di danzatori ‘”adulti”, ma il grosso è un folto collettivo di adolescenti. Ora, per festeggiare il 30esimo anniversario di attività, sono proprio loro, i giovani, i protagonisti di un lavoro che coglie perfettamente lo spirito del Groupe Grenada.

Demain, c’est loin! che si vede questa sera, lunedì 24, al Teatro Comunale, appunto per Bolzano Danza, il competition diretto da Emanuele Masi, è un trittico firmato da altrettanti grandi coreografi, che riflette tutto lo spirito giovanile dei suoi protagonisti, il senso di rivolta, la non rassegnazione, il desiderio di affermazione. Una sorta di introspezione di gruppo, una riflessione sul corpo sociale è, per esempio, il pezzo dell’australiana Lucy Guerin (dal 27 al 29 è anche alla Biennale di Venezia con Pendulum, una installazione coreografata che firma con Matthias Schack-Arnott) che vede impegnato tutto l’ensemble di adolescenti; ribollente, carico di energia e di ribellione è l’altro brano, estratto da Room with a view del mitico collettivo (La)Horde, direttori del Ballet Nationwide de Marseille, per terminare con una coreografia dove il mondo giovanile trova una dimensione fantastica e notturna, nella cowl di 25e Parallèle, del 1982, della stessa Josette Baïz.

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ANDREA MACCHIA 

Tocca programmaticamente il passaggio di testimone da adulti ai giovani Silent Legacy della coreografa francese Maud Le Pladec, visto nei giorni scorsi sempre a Bolzano Danza che il 26 ospita due lavori della celebre Gauthier Dance e il 29 chiude con Afternoon of a faun del Rijeka Ballet. Silent legacy è composto da un dittico, due pezzi diversi che idealmente mettono a confronto una danzatrice adulta e una giovane che è la piccola enfant prodige della road dance Adeline Kerry Cruz, 10 anni. In scena con il cappellino a visiera d’ordinanza dell’hip hop e le snikers, Adeline presenta i passi del krump, la variante di Los Angeles della breakdance, con un emozionante momento di duetto con il suo maestro/coach. A fare da pendant è la creazione sofisticata e rigorosissima della “adulta” Audrey Merilus, danzatrice professionista, interprete per Anne Teresa De Keersmaeker, sempre sulle musiche elettroniche della dj francese Chloé Thévenin.

Guarda alle nuove generazioni, ma del pubblico, infine, Lo specchio della Regina del Teatro La Ribalta, l’Accademia della diversità di Antonio Viganò con danzatori e attori down o con disabilità. Con la coreografa Eleonora Chiocchini, e i bravi interpreti Maria Magdolna (Marika) Johannes, Jason De Majo, Rocco Ventura, ha realizzato una Biancaneve, che girerà anche in autunno, “corretta” e prima ancora del remake cinematografico di cui si è parlato nei giorni scorsi. Senza l’eroina e nemmeno i nani, la favola dei Grimm qui si concentra sulla regina e lo specchio, lei scontenta perché sempre in cerca della bellezza perfetta, lui stufo di riflettere un’immagine che non esiste. Insieme però troveranno una soluzione e la morale: non essere come gli altri ci vogliono, ma essere quello che siamo. O se si preferisce: sono i difetti a far diventare uniche le persone.

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