Centro Sperimentale di Cinematografia, gli studenti continuano la protesta: “In presidio fino al 22 luglio”

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Gli studenti del Centro sperimentale di cinematografia continuano la loro lotta. Contro l’emendamento a firma leghista del decreto Giubileo, che stabilisce la trasformazione del comitato scientifico e, in prospettiva, dell’attuale direzione della Fondazione che guida il Centro, il comitato studentesco lancia da stasera un presidio permanente che durerà fino alle 20 del 22 luglio. E già si parla di una possibile manifestazione durante la discussione del decreto Giubileo, prevista all’inizio della prossima settimana.

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Intanto, il presidio del centro di through Tuscolana a Roma, di fronte agli studi di Cinecittà, ospiterà proiezioni di movie e seminari, una forma di assemblea permanente per, dicono gli studenti, “difendere il Centro Sperimentale ma allargare la lotta anche su altre istanze, sarà uno spazio di discussione e stimolo per riprendere nei prossimi giorni lo spazio politico che ci vogliono togliere”.

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(agf)

Durante l’assemblea straordinaria che si è svolta giovedì pomeriggio nei locali del Centro sono intervenuti rappresentanti del Sindacato lavoratori del cinema, di Unita e dei 100 autori, tutti insieme nella volontà di “creare un fermento che porti al ritiro dell’emendamento prima della votazione, ma, hanno sottolineato gli studenti “senza aderire a nessuna parte politica, evitando che qualcuno metta cappello e strumentalizzi questa mobilitazione. L’obiettivo è far sì che, nella discussione nella Commissioni cultura e affari istituzionali, l’emendamento venga ritirato”.

Massimo Martella, che ha partecipato all’assemblea in rappresentanza degli sceneggiatori riuniti in Writers Guild Italia, ex docente del Centro, ha espresso la solidarietà della sua associazione e ha salutato l’assemblea come l’inizio di una rete “necessaria per contrastare i tentativi di questo governo di promuovere l’individualizzazione e la perdita della fruizione collettiva del cinema”. Ivan Cotroneo per l’associazione dei “100 autori” ha espresso la solidarietà “per questa campagna di libertà” e ha portato i saluti e la solidarietà di uno degli iscritti di maggior prestigio dell’associazione, il regista Marco Bellocchio.

Per il ritiro immediato dell’emendamento presentato dai quattro deputati leghisti si sono espressi anche Fabrizia Sacchi e Pietro Sermonti, intervenuti con altri rappresentanti di Unita: “Vi siamo vicini e offriamo il nostro appoggio, la rete c’è e speriamo che anche qui si possa fare ciò che si sta facendo in America, dove i più forti aiutano i più deboli. Per quanto ci riguarda siamo impegnati a stimolare la normativa sul diritto d’autore, vista l’incombenza dell’intelligenza artificiale”.

Perché un presidio e non un’occupazione? È stato chiesto in assemblea. Gli studenti, dopo tante discussioni, non hanno avuto più dubbi: “Non è una cautela: abbiamo deciso un presidio e non un’occupazione perché non vogliamo andare contro l’attuale dirigenza, e perché vogliamo costruire il dialogo con tutte le parti politiche. L’occupazione in questo momento sarebbe stata una mossa sbagliata, il presidio ci è sembrata la mossa più efficace: un presidio aperto, pacifico e collaborativo con la Fondazione e anche con il ministero, perché anche la maggioranza capisca l’inammissibilità di questo emendamento. Abbiamo cercato di non farci nemici prima del tempo, ma già si parla di una manifestazione”.

Solidarietà anche dai docenti del Centro e dai lavoratori dello spettacolo, perché “è accaduto qualcosa di inammissibile, repentino e subdolo nei giorni più caldi dell’anno. Il Centro non è mai stato estraneo a ingerenze ma ora la compenetrazione della politica con la nomina ministeriale dei membri del Comitato scientifico, punta a modificare l’assetto istituzionale della Scuola e vuole imporre uno cease ai vertici della Fondazione in carica ancora per due anni. Rimarchiamo la necessità di un’autonomia dell’istituzione, nella didattica, nell’indirizzo, nella ricerca e nella scelta dei docenti”.

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