La realtà è un punto di partenza, non una destinazione: è la scritta che apre Iddu, quinto titolo italiano in concorso a Venezia81. Si tratta dell’opera terza di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, siciliani, coppia di registi fra i più originali del nostro cinema: con i primi due movie, Salvo (2013) e Sicilian Ghost Story (2017), hanno gloriosamente frequentato il competition di Cannes vincendo, con il primo, la Semaine de la Critique. Al Lido sono esordienti, ma hanno subito cominciato a vincere: gli sono già stati assegnati il premio Carlo Lizzani (al miglior movie italiano) e il premio Mimmo Rotella. Vedremo se sabato, giorno di palmarès, arriverà qualcos’altro.
Iddu, il movie ispirato a Matteo Messina Denaro a Venezia 81 – trailer
La realtà, per rifarci alla frase iniziale, è Matteo Messina Denaro. Il movie si ispira advert alcuni eventi della vita del boss mafioso catturato nel 2023 dopo quasi trent’anni di latitanza, e in particolare ai “pizzini” con i quali gestiva i propri affari. Lo interpreta Elio Germano, romano di nascita: il movie ha la curiosa caratteristica di essere rigorosamente interpretato da non siciliani, dal casertano Toni Servillo alla slovacca Barbora Bobulova, dalla calabrese Daniela Marra alla napoletana Antonia Truppo. Crediamo che queste scelte, chiamiamole così, “etniche” facciano parte della cosiddetta destinazione: che è un film-apologo, una storia a cavallo fra il thriller politico, la commedia di caratteri e la tragedia greca.
In altre parole, Grassadonia e Piazza prendono un momento della latitanza del boss e alludono a un altro personaggio reale, per poi imbastire una storia di pura finzione. Il secondo personaggio reale coinvolto è Antonino Vaccarino, ex sindaco di Castelvetrano con il quale Messina Denaro intrattenne un intenso rapporto epistolare (i suddetti “pizzini”) nei primi anni duemila. Tali “pizzini” sono stati raccolti nel libro del 2008 Lettere a Svetonio, a cura di Salvatore Mugno.
Nel movie, il personaggio si chiama Catello Palumbo, è napoletano per giustificare l’interpretazione di Servillo ed è un amico del boss (suo padrino, tra l’altro) appena uscito di galera. Caduto in rovina e disprezzato dalla famiglia, Palumbo viene contattato dai servizi segreti affinché si presti al doppio gioco: forte del suo rapporto “paterno” con il ricercato, dovrà contattarlo e aiutare le guardie a mettergli il sale sulla coda. Non sarà un compito facile. E i servizi, proprio in quanto segreti, si riveleranno meno limpidi del previsto.
Come dicevamo, Iddu è un movie con molti ingredienti, forse troppi. La parte più efficace è proprio il rapporto a distanza fra Palumbo e Messina Denario, grazie anche alla bravura di Germano e Servillo. Diciamo che è “la parte tragedia greca”, il registro nel quale gli autori si trovano meglio (l’avevano ampiamente dimostrato nei primi due movie).
La parte, invece, che potremmo definire “poliziesca” zoppica un po’, e le iniziative personali della onesta ma irruente agente interpretata da Daniela Marra non risultano molto credibili. Nel complesso Iddu è comunque un movie da vedere, che aggiorna in maniera interessante la gloriosa tradizione italiana dei movie sulla mafia. Per capire cosa è davvero successo a Matteo Messina Denaro, e soprattutto perché la sua latitanza è durata quasi fino alla morte causata da una terribile malattia, serviranno altri movie, altre indagini, e forse anche qualche ponderoso libro di storia.
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Iddu
Regia: Fabio Grassadonia e Antonio Piazza
Voto: 3 stelle su cinque