Laura Antonelli, la diva malinconica che fece innamorare gli italiani

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Un’infanzia difficile, il successo per decenni, le vicende giudiziarie, il ritorno al cinema e poi il declino, inesorabile, fino alla scomparsa, il 22 giugno del 2015 a Ladispoli, sulla costa laziale. Nove anni fa se ne andava una delle attrici italiane più popolari degli anni 70 e 80, Rai Storia la ricorda questa sera, 19 giugno, alle 22 con il documentario di Bernard Bédarida e Nello Correale Laura Antonelli, la diva malinconica.

Prima di diventare la Divina creatura – come recita il movie diretto nel ‘75 da Giuseppe Patroni Griffi – da tutti conosciuta, Laura Antonelli aveva avuto “un’infanzia disperata e infelice”, come lei stessa period solita ricordare. Proveniva da una famiglia di sfollati istriani, profughi in giro per l’Italia nell’immediato Dopoguerra. Ambiziosa e intraprendente, bella, approda a Roma all’inizio degli anni 60 e insegna educazione fisica, professione piuttosto inusuale per una ragazza dell’epoca. Grazie al suo aspetto fotogenico arrivano le pubblicità televisive, i primi fotoromanzi e alcuni piccoli ruoli cinematografici in una successione di movie d’autore e commedie scollacciate.

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Nel 1972 sceglie il ruolo che la segnerà per la vita intera: quello di Angela La Barbera nel movie Malizia di Salvatore Samperi, che oggi compie 50 anni e che le valse il David di Donatello e il Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista. Fortemente voluta dal regista, Laura Antonelli, che aveva appena girato Il merlo maschio, con Malizia sbanca i botteghini. Da quel momento la sua vita personale e artistica non sarà più la stessa. Finiscono le interpretazioni serie, come Gradiva di Giorgio Albertazzi.

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Sono gli anni della vita mondana, del successo e delle copertine dei rotocalchi. I viaggi da Roma a Parigi e a Londra, i flirt veri e presunti, il grande amore con Jean-Paul Belmondo. Per Luchino Visconti period “la donna più bella dell’universo”, i maggiori registi italiani Risi, Comencini, Bolognini e Scola se la contendevano. Le viene così cucita addosso la pelle del sex-symbol, un’immagine che affascinerà il pubblico di mezza Europa. E poi è successo quel che succede spesso. Con l’età, quella bellezza, che period il suo fascino, diventa la sua dannazione. Lo stesso strepitoso successo che ne aveva fatto l’icona attractive dell’Italia la porterà, dopo 19 anni, a una scelta infelice, Malizia 2000, il sequel della pellicola che le aveva dato la notorietà, ma che in breve tempo la trascina verso l’oblio e una positive tragica.

Antonelli, Giancarlo Giannini: “Ero imbarazzato da quanto fosse bella”

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Quando smette di recitare ha solo 50 anni. Dei seguenti 24 anni della sua vita – un terzo della sua esistenza – si sa poco o nulla. Coinvolta anche in dolorose vicende giudiziarie, da quando nel 1991, nella sua casa di Cerveteri, vennero trovati 36 grammi di cocaina: ne seguì una condanna in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di stupefacenti ma nel 2000 venne assolta dalla Corte d’appello di Roma, che la riconobbe consumatrice abituale di stupefacenti ma non spacciatrice. Nel frattempo, la legge period cambiata e l’assunzione di stupefacenti per uso personale non costituiva più reato.

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Il documentario è arricchito dalle testimonianze di molte personalità del mondo del cinema che hanno recitato con lei, tra cui Jean-Paul Belmondo – nella sua ultima e toccante intervista – Giancarlo Giannini, Michele Placido, Claudia Gerini e Daniela Poggi, e dagli aneddoti raccontati dagli pochi amici, Marco Risi, Francesca D’Aloja, Ivan Pavicevac e Simone Cristicchi. Le loro voci, alternate alle fotografie, agli estratti dei movie e all’analisi del critico cinematografico Valerio Caprara, hanno permesso di raccontare i diversi aspetti dell’attrice ed evocare gli ultimi anni di un’artista che il pubblico non ha dimenticato.

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