Antonello Venditti, alle Terme di Caracalla il stay per i 40 anni di ‘Notte prima degli esami’: “Roma è stata la mia droga e mi ha aiutato a non drogarmi”

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Il Cuore di Antonello Venditti si chiama Roma. E nella Capitale si festeggiano i quarant’anni dell’album che contiene Notte prima degli esami, canzone che ha attraversato tutte le generazioni e che proprio ieri sera rimbombava nelle orecchie di chi oggi è chiamato alla prova di maturità.

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foto di Giovanni Canitano 

Il cantautore romano, con i suoi inseparabili occhiali scuri, sale sul palco e prima di iniziare il concerto lascia già la sua dedica: “Un compleanno che trova casa in questa città e qui, le Terme di Caracalla, sono quanto di più bello possa esistere per la musica”. In fondo, a fare da cornice, ci sono anche i pini di Roma, quelli che la vita non li spezza, come canta Venditti nella sua canzone che è un po’ patrimonio nazionale. È un cerchio che si chiude: “Tornato da Milano, con l’aiuto di Lucio Dalla e dopo un periodo di lontananza molto difficile, ho iniziato il mio tour dell’album Cuore proprio da qui”.

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E Cuore, racconta Venditti nel backstage, “è difficilissimo da cantare perché ci lasci la voce, è il disco, tutto romano, del mio ritorno a Roma, dopo due anni di Brianza, di angoscia, di voglia di farla finita. Arrivato qui è scomparso tutto in un attimo. Roma mi ha cullato, ha contrastato il buio che vivevo e che non c’è più stato nella mia vita. È stata la mia droga, e mi ha aiutato a non drogarmi”. A convincerlo a tornare nella sua città, che aveva lasciato dopo la separazione da Simona Izzo, fu un incontro con Dalla in un autogrill. Per questo la serata di ieri è stata anche un inno all’amicizia: “Lì ho capito il valore estremo dell’amicizia, che non ha confini, non ha sesso, non ha divisione politica, né economica. Il presunto amore è un’amicizia imperfetta, perché in qualche caso è egoismo estremo e arriva alla violenza, al femminicidio. L’amicizia è raro che crei violenza, anzi l’attutisce”.

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E sempre all’insegna della romanità e dell’amicizia, Venditti apre il concerto con Bomba o non bomba, proprio come nel concerto con Francesco De Gregori, “con lui – cube – non c’è stata réunion ma la nostra è un’unione che va avanti da cinquant’anni”. Quasi tre ore di concerto, generoso con il suo pubblico, mai stanco e pieno di energia contagiosa, Venditti intona venticinque canzoni, tra queste Sotto il segno dei pesci, Giulia (“Mi devo riprendere. Sono cavoli quando uno rientra dentro le canzoni”), L’ottimista (“Bobo Craxi mi attaccò sull’Avanti per questa canzone”), Piero e Cinzia (“Esistono davvero, conobbi Piero di ritorno da un concerto di Bob Marley a Milano. Ora è in Brasile dove ha un’altra famiglia”), Stella (“Da certe canzoni ci vuole un po’ per riprendersi”), Ci vorrebbe un amico e ancora un ricordo di Dalla, Che fantastica storia è la vita e il pubblico si alza in piedi, e per finire Ricordati di me e l’immancabile Roma capoccia cantata a squarciagola dal pubblico delle Terme di Caracalla, che ha fatto bought out per tutte le tre serate.

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foto di Giovanni Canitano 

Nel mezzo, Giulio Cesare con le immagini del liceo di Corso Trieste che scorrono sugli schermi. E pensare che in questi stessi minuti gli studenti si sono radunati davanti al liceo per la loro notte prima degli esami. Si torna quindi a parlare della maturità: “Per alcuni è stata ed è un incubo, e quando l’ho fatta io si portavano tutte le materie… A scuola non sono mai stato rimandato; la matematica mi piaceva” malgrado il testo della canzone.

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foto di Giovanni Canitano 

E sempre a proposito dei suoi esami di maturità, ricorda che mentore e amico del cuore è stato Oliviero Bartoletti, e lo è stato per numerous cose: “Guidava auto e moto come un professionista e me l’ha insegnato. Mi ha ricordato nel tempo che siamo andati a Firenze a farci un giro in moto e siamo tornati in tempo per l’apertura del Giulio Cesare per fare l’esame di matematica“. Venditti cube anche che Notte prima degli esami “è un sogno, è qualcosa di visionario, sognare – che so – Ariosto che si materializza, e credo che Oliviero sia riuscito a dirmi qualcosa durante l’esame. La gioventù quando la vivi è un inferno, quando la ricordi è un paradiso“. Rispetto a un tempo, “oggi i ragazzi vivono la maturità in maniera più coesa di noi. L’concept di gruppo è molto forte, registro molta solidarietà tra i ragazzi di oggi”. E 40 anni dopo c’è nostalgia? “Non c’è mai nostalgia, io sono stato fortunato perché ho riportato la gioia sempre con me”.

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foto di Giovanni Canitano 

Sul palco per cantare insieme Notte prima degli esami Venditti invita i maturandi. “Grazie di essere venuti, avete fatto questo sacrificio. E spero non dobbiate fare nella vita il sacrificio di rinunciare alla libertà, alla possibilità di dire no, la cosa più difficile. Spero che questi pini di Roma che sono qui da tempo vi accompagnino ancora”. Forti e resistenti come quelli di Notte prima degli esami, canzone senza tempo, che rimarrà per sempre.

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