Il compositore Franco Piersanti rinuncia alla candidatura al David e polemizza: “C’è un equivoco sulla categoria”

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Il compositore e direttore d’orchestra Franco Piersanti ha deciso di ritirare la sua candidatura ai David di Donatello (che verrà assegnato il 3 maggio) in polemica con le regole del premio. E spiega all’agenzia Ansa le sue motivazioni: “Ho deciso di rinunciare alla mia candidatura fra i compositori in gara per i David di Donatello. Avrei dovuto rinunciare subito alla designazione, prima dei voti, lo faccio ora – aggiunge – è anche un gesto polemico. Perché se hanno designato la categoria per il ‘miglior compositore’, non si possono mettere a concorrere per lo stesso premio movie imbottiti di canzoni dove non si riesce più a distinguere le cose e si crea un equivoco”.

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Il compositore, che nella sua carriera ha scritto circa cento colonne sonore tra produzioni televisive (Il commissario Montalbano) e cinematografiche (movie di Moretti, Luchetti, Virzì) da ha scritto una lettera all’Ente David “per comunicare la rinuncia”: il suo obiettivo è “sollevare il problema”. Compositore “è l’autore di musiche originali – chiarisce nella lettera – la presenza delle quali dovrebbe essere in una percentuale importante e superiore rispetto alle musiche di repertorio (canzoni o musiche strumentali)”. Piersanti è candidato per la musica di Il sol dell’avvenire (in passato è stato premiato tre volte col David per Il ladro di bambini, Lamerica e Il caimano), gli altri nominati al riconoscimento sono: i Subsonica per Adagio; Lele Marchitelli per C’è ancora domani; Andrea Farri per Io capitano; Santi Pulvirenti per L’ultima notte di Amore.

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Se il premio “va a chi scrive musica originale, non può essere equiparato – aggiunge parlando della sua iniziativa – a chi deve fare delle cose completamente various rispetto alla concezione che contraddistingue il compositore da altro”. Secondo Piersanti, “così come c’è il premio per la sceneggiatura originale e quello per la sceneggiatura non originale,” anche per le musiche “andrebbero tenute distinte le categorie”, magari “creando un altro riconoscimento”. Anche perché oggi nel voto delle candidature “si va un po’ a traino del successo del movie con il pubblico”. Il fatto è anche che “hanno cambiato il modo di procedere nelle seconde votazioni – osserva -se prima c’erano degli specialisti per le varie categorie, ora il voto è diventato generale. Io stesso ricevo indicazioni per votare la musica, ignorando che sono fra i candidati”. Visto “che quello di cui parlo è un aspetto del premio, secondo me negativo e di superficialità – sottolinea – non voglio lasciarlo passare. Preferisco defilarmi”.

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