Nastassja Kinski: “La mia Italia tra Magnani e Mengoni. Alle mie figlie dico: potete dire no”

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“Per favore parliamo in italiano”. Nastassja Kinski arrivata a Roma da Berlino, dove ora vive dopo la parentesi americana, lo mette subito in chiaro: “Sono felice di essere qui per ritirare questo premio dedicato alle donne”. L’attrice di Roman Polanski e Wim Wenders, icona degli anni Ottanta, ha ricevuto il WomenLands Excellence Award Worldwide di Alice nella città (dedicato alle eccellenze femminili in questa edizione ricevuto anche da Carolina Morace) e il suo primo pensiero è stato alle due signore israeliane che sono state liberate da Hamas. “Io anche sono ebrea e ho apprezzato il gesto di Greta Thunberg che insieme ai suoi amici ebrei ha detto ‘Salviamo la Palestina. È un momento tragico – cube – ma c’è anche speranza. Entrambe le cose sono vere. Viviamo un momento di grande tristezza ma il mondo si sta avvicinando, ci sono tante persone nel mondo sia israeliani che palestinesi che sono uniti per la tempo”.

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‘Tess’ di Roman Polanski (1979)

 

Tornando all’Italia racconta: “Ho passato tanto tempo qui, ci sono venuta da adolescente e ci sono tornata per lavorare nel cinema: i fratelli Taviani, Citto Maselli, Sergio Rubini e Lina Wertmuller una donna fantastica. Non tanti attori tedeschi hanno avuto l’opportunità di lavorare così tanto con il cinema italiano”. Dell’Italia ama anche la musica: “Penso spesso a un brano di Pino Daniele, Anima, io sono innamorata della canzone italiana. Ho conosciuto Zucchero, vorrei cantare con lui Change your coronary heart (il titolo è All people´s bought to be taught someday, ndr) perché è un brano di tempo, ma amo anche Eros Ramazzotti e Marco Mengoni. Venendo qui ho Anna Magnani e Sophia Loren nel cuore. Il cinema mi ha permesso di capire il mondo, di conoscere tradition numerous, un grande regalo”.

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‘Paris – Texas’ di Wim Wenders (1984)

 

Poi l’attrice ammette: “Non riesco a dire qual è stato l’incontro fondamentale della mia vita, ce ne sono stati diversi. Certo con Wim Wenders e Roman Polanski ho capito che il cinema period una cosa profonda” sottolineando: “Considero un lusso avere la possibilità di girare movie e spero di continuare a farne che abbiano della magia, ma parlino anche del mondo in cui viviamo. Ho ancora molti sogni. Il cinema ti dà sempre molto più di quanto ti tolga. Da giovane ho dovuto fare dei sacrifici ma noi attori siamo un po’ come gli atleti che si impegnano molto per riuscire a partecipare a un’Olimpiade. Gli atleti sono i miei eroi, da ragazza il mio idolo period Nadia Com?neci”.

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Lo storico scatto di Richard Avedon del 1981 in mostra

 

Nastassja Kinski ha avuto tre relazioni importanti e tre figli: un maschio, Aljosha e due ragazze Sonja e Kenya entrambe modelle, la prima ha omaggiato la mamma in una sorta di remake dello storico scatto di Richard Avedon con il pitone. “Fanno le loro scelte e io ho cercato di dar loro il meglio di me e quello che le ho detto è stato soprattutto di credere in sé stesse, non badare troppo ai giudizi negativi e ricordarsi che possono sempre dire no se qualcosa non le persuade – racconta – ho detto loro che se si vuole ottenere qualcosa nella vita bisogna essere pronti a impegnarsi molto. Molte cose sono cambiate da quando ero giovane io, oggi le ragazze sono più protette. Io sono stata fortunata ho lavorato con persone buone, ma certo alcune scene oggi sarebbero girate in modo diverso da come è stato allora”.

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